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Il regolamento basico EASA è in vigore dal 2018, ma mancano gli atti di esecuzione

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Con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Basico (Regolamento UE n. 1139/2018) sono stati profusi numerosi sforzi interpretativi volti ad illustrarne il contenuto nella maniera più chiara possibile, con l’evidente intento di consentire all’ampia platea di operatori di favorirne la comprensione. Non è raro, però, imbattersi in talune imprecisioni terminologiche che sortiscono l’effetto contrario, con il rischio, appunto, di creare maggiore confusione.

 

Infatti, si sente spesso leggere sui vari siti che trattano la materia, di “futura entrata in vigore del Regolamento europeo EASA”, facendo chiaro riferimento, invece, a quelli che saranno gli atti di esecuzione o delegati della Commissione Europea, che prima dell’estate dovrebbero entrare in vigore.

In un’ottica meramente giuridica, appare però importante precisare che non esiste né mai potrà esistere un “Regolamento europeo EASA” perché, in realtà, l’EASA non può nella maniera più assoluta, emettere alcun regolamento.

In realtà, come noto, gli atti esecutivi e delegati sono espressamente contemplati nel Regolamento UE n. 1139/2018 agli articoli 57 (atti di esecuzione) e 58 (atti delegati) che conferiscono alla Commissione Europea il potere di adottare tali atti, che in sintesi vengono definiti come “atti non legislativi giuridicamente non vincolanti”.

Cosa sono gli atti delegati e gli atti di esecuzione?

L’articolo 289 del TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea) disciplina i cosiddetti atti legislativi, stabilendo che “gli atti giuridici adottati mediante procedura legislativa sono atti legislativi”.

Per comprendere al meglio quanto previsto dall’art. 289 del TFUE, appare necessario precisare che gli atti legislativi sono i regolamenti, le direttive o le decisioni adottate con procedura legislativa ordinaria dal Parlamento europeo e Consiglio, su proposta della Commissione.
Il Regolamento UE n. 1139/2018 è, ad esempio, un atto legislativo, in quanto adottato con procedura ordinaria dal Parlamento Europeo e, al pari di tutti i Regolamenti europei, ha portata generale (disciplina fattispecie astratte) e vincolante in tutti i suoi elementi (cioè deve essere rispettato da tutti i cittadini dell’Unione europea).

Sempre il TFUE prevede, implicitamente, l’esistenza di atti non legislativi (adottati con una procedura diversa da quella legislativa), ma giuridicamente vincolanti: sono questi gli atti delegati e gli atti di esecuzione.

Atti delegati

L’art. 290 del TFUE infatti stabilisce che un atto legislativo può delegare alla Commissione il potere di adottare atti non legislativi di portata generale che integrano o modificano determinati elementi non essenziali dell’atto legislativo”.
Il Trattato, in pratica, conferisce la possibilità al Parlamento Europeo o al Consiglio dell’Unione Europea di delegare alla Commissione, a determinate condizioni, l’adozione di atti giuridici vincolanti non legislativi.
La delega, può essere concessa solo mediante atto legislativo (definito anche come “atto di base”).
Questo è il caso dei futuri atti delegati che verranno adottati dalla Commissione Europea, in quanto l’art. 58 conferisce tale specifico mandato alla Commissione.

È importante precisare che la delega conferita alla Commissione può riguardare esclusivamente l’integrazione o la modifica di “determinati elementi non essenziali dell’atto legislativo […] Gli elementi essenziali di un settore sono riservati all’atto legislativo e non possono pertanto essere oggetto di delega”. In sostanza, gli atti delegati “integrano” le disposizioni del Regolamento, ma non possono mutarne la portata. Si tratta di atti che rendono più dettagliate le previsioni di un atto legislativo. In sintesi, gli atti delegati della Commissione non potranno uscire fuori dai binari previsti dal Regolamento UE n. 1139/2018 in quanto gli atti legislativi delimitano esplicitamente gli obiettivi, il contenuto, la portata e la durata della delega di potere. Il potere della Commissione di adottare atti delegati è soggetto ad un altro limite rigoroso: il Parlamento e il Consiglio possono revocare la delega o sollevare obiezioni in merito all’atto delegato.

A maggior conferma della funzione di “dettaglio” degli atti delegati, l’ultimo paragrafo dell’Art. 290 del TFUE stabilisce che nel titolo degli atti delegati venga riportato l’aggettivo “delegato”: di fianco a regolamenti, direttive e decisioni, avremo così “regolamenti delegati”, “direttive delegate” e “decisioni delegate”.

Gli atti di esecuzione

Oltre alla forma delegata appena esposta, gli atti non legislativi possono assumere il carattere di atti di esecuzione. L’articolo 291 del TFUE prevede infatti, al paragrafo 1, che l’adozione di misure per l’attuazione di atti vincolanti dell’Unione (quale è, appunto, il Regolamento UE n. 1139/2018) sia di competenza degli Stati membri. Qualora, tuttavia, sia necessario garantire condizioni uniformi di esecuzione in tutta l’Unione, è conferito alla Commissione il potere di adottare tali misure. Prima di adottare un atto di esecuzione, la Commissione deve consultare un comitato in cui sono rappresentati tutti i paesi dell’Unione, al fine di vigilare sull’operato della stessa. Si tratta di una procedura che comunemente viene chiamata “Comitatologia”. Così come per gli atti delegati, anche gli atti di esecuzione dovranno essere individuati nel titolo con il termine “di esecuzione” (quindi, “Regolamenti di esecuzione” etc.)

In conclusione, gli atti delegati e di esecuzione, sono degli atti che sebbene non siano stati adottati attraverso una procedura legislativa,sono giuridicamente vincolanti e quindi devono essere rispettati da chiunque. Essi rappresentano la normativa di “dettaglio” che spiega in concreto quanto è previsto negli atti legislativi (nel nostro caso nel Regolamento UE n. 1139/2018). La loro importanza, almeno nel caso che ci riguarda, è fondamentale: da quanto previsto nelle loro disposizioni dipenderà, in modo concreto e tangibile, la precisa attuazione del Regolamento UE n. 1139/2018.

Fonte: dronezine