Eventi

Olanda, gli eventi del 2020

Print Friendly, PDF & Email

Art Rotterdam Week 2020

Dal 5 al 9 febbraio 2020

Nel corso dell’Art Rotterdam Week 2020, in città ruoterà tutto intorno alla cultura e all’arte contemporanea. Durante questo evento gli appassionati d’arte avranno l’opportunità di visitare numerose fiere d’arte e design, mostre esclusive, site fair, open studios e pop-up show.

Con tutti i suoi musei e istituzioni artistiche, Rotterdam è la seconda città d’arte dei Paesi Bassi. Logico quindi che abbia ospitato una fiera d’arte nel 2000 intitolata Art Rotterdam. Object Rotterdam è invece nata nel 2009. Queste fiere e altre istituzioni artistiche di Rotterdam sono non sono concorrenti ma si integrano a vicenda. Ecco perché nel 2013 è stato deciso di unire le forze con l’iniziativa “Art Rotterdam Week” e immergere la città in una settimana all’insegna dell’arte.

Di seguito, alcuni degli eventi più importanti della Art Rotterdam Week:

OBJECT ROTTERDAM (7-9 febbraio)

Più di 150 designer presenteranno, all’interno dell’imponente edificio HAKA, un mix di design di grande impatto nei settori del prodotto, dell’arredamento, della moda, della gioielleria, della grafica e dell’architettura. OBJECT Rotterdam è la fiera del design contemporaneo nonché un’ottima vetrina per le ultime edizioni limitate e per i pezzi unici di designer noti e futuri. Tutte le opere verranno messe in vendita e i designer saranno presenti in fiera per spiegare al pubblico il loro lavoro.

 

ART ROTTERDAM (6-9 febbraio)

La Fabbrica Van Nelle, appartenente ai siti patrimonio dell’UNESCO, fa da sfondo agli ultimi sviluppi nel campo delle arti visive. Art Rotterdam, cuore pulsante della Art Rotterdam Week, si concentra soprattutto sull’arte giovane. Oltre a numerose gallerie nazionali ed internazionali e ad una sezione dedicata ai video, Art Rotterdam sta unendo le proprie forze a quelle di AVL Mundo/Joep van Lieshout al fine di offrire un programma variegato di performance art.

 

ROTTERDAM PHOTO (6-9 febbraio)

Il mondo ha raggiunto un punto di svolta storica, come dimostrano l’emergere del populismo, la Brexit, l’era di Trump e le numerose crisi (umanitarie) che ne derivano. Tali crisi, o meglio transizioni, saranno il tema della prossima edizione di Rotterdam Photo 2020. Anche questa quinta edizione sarà organizzata in un villaggio container nel cuore del vivace quartiere di Katendrecht e presenterà il lavoro di singoli fotografi.

 

De Slaak: un nuovo boutique hotel di design inaugurato a Rotterdam ad ottobre

Un design degli anni 50, cubismo e linee diritte: questi sono gli ingredienti del “De Slaak”, l’ultimo degli hotel nati a Rotterdam, dove gli ospiti possono sperimentare il fascino degli anni ’50 in combinazione con tutti i comfort moderni.

Tutti gli abitanti di Rotterdam conoscono l’edificio iconico “Slaakhuys”, simbolo dell’architettura di Rotterdam, ex sede del quotidiano “Het Vrije Volk” (Il Popolo Libero) e della tipografia “Het Slaakhuys” del 1954, ora convertiti in hotel dotato di 74 spaziose camere.

Il suo Ristorante & Bar Didot34, che prende il nome dal carattere tipografico del giornale, e’ un mix tra co- working, colazione, pranzo, cena seguendo il concetto del ‘quarto pasto’: piccoli piatti internazionali che si possono ordinare durante tutta la giornata. La vivace atmosfera di Didot34 celebra gli anni Cinquanta con un fitto programma di attività.

L’edificio venne progettato dall’architetto olandese Jo Vegter (1906 – 1982) ed è un tipico esempio di architettura “skake-hands” del dopoguerra. Esso era dotato di interni anni 50 che contrastavano con il carattere senza fronzoli e cubista del suo stile architettonico.

De Slaak è situato nella parte orientale di Rotterdam vicino alla metropolitana e dista 15 minuti a piedi dal mercato coperto “Markthal”.

 

I tipici piatti olandesi serviti su uno yacht – Utrecht Statenjacht

Uno yacht del 19° secolo ancorato nel canale Veilinghavenkade di Utrecht: “The Utrecht State Yacht”. Durante l’estate viene utilizzato per navigare sulle acque olandesi, mentre d’inverno viene trasformato in un accogliente caffè dove l’equipaggio cucina e serve i piatti tradizionali della cucina olandese creando così un’atmosfera familiare e un’esperienza unica. A bordo si possono gustare dalle saporite zuppe invernali alle diverse varietà dei tipici stamppot, dei purè di patate e verdure o nella variante con carne a base di crauti, purè di patate e salsiccia affumicata, tutti rigorosamente preparati alla maniera tradizionale. Ogni settimana viene proposto un menu, ovvero uno stamppot diverso con nuovi e interessanti ingredienti.

Lo yacht è aperto fino alla fine di marzo da mercoledì a domenica. Si consiglia di prenotare, essendo lo spazio piuttosto limitato. Per questa ragione ci sono 2 turni per serata. Il primo dalle 17.30/18.00, il secondo alle 20.00. Il prezzo del menu completo a 3 portate è di 28,50€

 

Zandmotor: “costruire con la natura” per proteggere la terra dall’innalzamento del mare

Ogni anno il mare porta via sabbia dalla costa olandese. Ogni cinque anni, il Rijkswaterstaat (il Ministero per la Gestione delle Acque) pone rimedio a questo problema, provvedendo a far depositare nuovamente sabbia sulle spiagge. Se non lo facesse, la parte occidentale dei Paesi Bassi, che si trova sotto il livello del mare, verrebbe sommersa. Tali operazioni di ripascimento del litorale mantengono stabile la situazione, ma esiste un modo per proteggere la costa in maniera più naturale e sostenibile?

La risposta è il “Sand Motor”, noto anche come “Sand Engine”, che consiste nella creazione di una penisola artificiale sul litorale a sud dell’Aja, vicino a Ter Heijde, allo scopo di contrastare l’azione di erosione del mare e fare in modo che la sabbia si distribuisca “naturalmente” lungo la costa.  Seguendo il principio del “costruire con la natura” il Sand Motor fa sì che la protezione del litorale minacciato dall’innalzamento del livello del mare avvenga grazie alla natura stessa.

L’obiettivo di Zandmotor

-Migliore protezione dalle inondazioni per la provincia dell’Olanda Meridionale

-Ulteriore spazio per la natura e il tempo libero

-Innovazione: acquisire nuove conoscenze sul rafforzamento della costa

“Zandmotor” si estende per 1 km in mare e raggiunge i 2 km di larghezza nel punto in cui si unisce alla riva. La sabbia che forma il Sand Motor è stata prelevata da speciali draghe aspiranti sul fondo del Mare del Nord in epoche diverse. Parte di questa è così antica che vi si potrebbero persino trovare fossili e ossa di mammut.

La creazione della nuova penisola a forma di uncino è iniziata tra marzo e novembre 2011, depositando 21,5 milioni di metri cubi di sabbia, grazie alla collaborazione del Rijkswaterstaat e dell’autorità provinciale del Zuid-Holland. Tra il 2012-2032 si prevede che vento, onde e correnti distribuiranno la sabbia lungo la costa tra Hoek van Holland e Scheveningen: in questo modo la costa crescerà in maniera naturale. La superficie iniziale era di 128 ettari, il risultato finale si tradurrà in 35 ettari di nuove spiagge e dune.

Oltre a proteggere la costa e ad essere un magnifico esempio di costruzione con l’aiuto della natura, il Sand Motor è un esperimento unico nel suo genere. Se questo esperimento avrà successo, nei prossimi 20 anni non saranno necessari ulteriori interventi da parte dell’uomo.

Tutta la penisola è percorribile a piedi ed è luogo ideale per godere degli ampi spazi all’orizzonte. Si consiglia tuttavia di tenere conto delle condizioni atmosferiche e delle maree, poiché il comportamento della sabbia e delle correnti non è prevedibile con precisione.

La penisola è un vero e proprio paradiso per chi è alla ricerca di spazio, pace e tranquillità; per gli appassionati di surf e per chi vuole passeggiare sull’enorme banco di sabbia: se si ha un po’ di fortuna, si possono anche vedere le foche. Nella laguna protetta e poco profonda del Sand Motor, l’acqua piatta e la brezza marina stabile creano inoltre le condizioni ideali per praticare il kitesurf.

Informazioni pratiche

La penisola è accessibile durante tutto l’anno.

Presso Bondi Beachclub si possono gustare prelibatezze di ogni genere. Il locale rimane chiuso durante la stagione invernale.

 

La mostra sul Giovane Rembrandt chiude l’anno tematico 2019 “Rembrandt e il Secolo d’Oro”

La mostra Young Rembrandt – Rising Star, fino al 9 febbraio 2020 presso il museo De Lakenhal di Leiden, è la prima grande mostra interamente dedicata alle opere giovanili di Rembrandt Harmensz. van Rijn (1606-1669). Young Rembrandt permette ai visitatori di osservare da vicino il giovane pittore e vedere come il suo talento sia fiorito e si sia sviluppato. Quasi 400 anni dopo la loro creazione, le opere realizzate a Leiden dal grande maestro di fama internazionale sono tornate nella sua città natale. La mostra è composta da circa 40 dipinti, 70 incisioni e 10 disegni. Oltre alle opere di Rembrandt sono esposti anche lavori di Lievens, Lastman e Van Swanenburg. La mostra è stata organizzata in collaborazione con l’Ashmolean Museum di Oxford, uno dei principali musei del Regno Unito.

UN TALENTO ECCEZIONALE

La mostra Young Rembrandt mostra come l’eccezionale talento di Rembrandt Harmensz. van Rijn si sia sviluppato nel decennio 1624-1634. Il lavoro del pittore riflette pienamente il dono straordinario che aveva già manifestato nei primi dieci anni della sua carriera artistica. Il rapido e spettacolare emergere del suo talento in quel periodo può essere individuato in ogni dipinto. Rembrandt è stato un grandissimo esploratore ed innovatore che non ha mai optato per sentieri già battuti, ma che ha sempre cercato, al contrario, nuove prospettive ed opportunità. In quei primi anni, Rembrandt ha posto le basi per le sue successive opere: un punto di partenza che, non solo gli ha permesso di diventare famoso, ma ha anche contribuito a rendere così celebre la pittura olandese del XVII secolo.

PRESTITI SPECIALI

Il Museo De Lakenhal presenta una serie di opere che ha ricevuto in prestito dai Paesi Bassi e dall’estero proprio in occasione della mostra. Uno dei prestiti speciali è Nobile Orientale (1632) proveniente dalla collezione del Metropolitan Museum di New York (USA). Un altro pezzo forte della mostra è Autoritratto (1628 ca.) di un giovane Rembrandt della collezione del Rijksmuseum Amsterdam. La mostra comprende anche due dipinti di Rembrandt provenienti dalla collezione stessa del Museo De Lakenhal: la prima opera conosciuta di Rembrandt, L’allegoria della vista (1624 ca.)e il dipintoHistory Painting with self-portrait (1626).

COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE

La mostra Young Rembrandt è il risultato di una collaborazione internazionale tra il Museo De Lakenhal di Leida e l’Ashmolean Museum di Oxford. La mostra è curata dall’ex direttore dell’Ashmolean Museum, Christopher Brown, esperto di Rembrandt di fama internazionale, dal curatore Christiaan Vogelaar del Museo De Lakenhal e dal curatore An Van Camp dell’Ashmolean Museum.

REMBRANDT E IL SECOLO D’ORO

Il 2019 è stato l’anno dedicato a Rembrandt e il Secolo d’Oro! Insieme ai partner del museo, Leiden Marketing, Amsterdam Marketing, The Hague Marketing e NBTC Holland Marketing, con l’Anno di Rembrandt si è celebrato il 350° anniversario dalla morte di Rembrandt Harmensz. van Rijn. Il Museum Het Rembrandthuis ne ha dato il via quest’anno ad Amsterdam e la mostra Young Rembrandt al Museo De Lakenhal ne è invece la spettacolare conclusione.

RIAPERTURA

La mostra Young Rembrandt – Rising Star è allestita nelle nuovissime gallerie del Museo De Lakenhal. Dopo un periodo di attento restauro ed ampliamento che ha portato l’aggiunta di una nuova ala, il museo ha festeggiato la riapertura al pubblico a giugno 2019.

 

Liberation Route Italy – Nata la sezione italiana di Liberation Route Europe

Liberation Route Italy (LRI) con sede a Lucca, è la sezione italiana e organizzazione sorella di Liberation Route Europe,un itinerario internazionale lungo 3000 km che si snoda attraverso nove paesi (Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Lussemburgo, Olanda, Polonia e Repubblica Ceca), toccando siti commemorativi della Seconda Guerra Mondiale.

Liberation Route Italy ha come finalità di creare ed espandere una rotta di commemorazione che colleghi le Regioni in cui si è svolta la Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista, attraverso l’analisi e la comprensione degli eventi chiave della Liberazione al fine di generare una consapevolezza comune sull’importanza della libertà.
L’Associazione LRI lavora per commemorare gli eventi della Seconda Guerra Mondiale, invitando i cittadini a celebrare e ricordare. L’Associazione si propone di promuovere il rispetto e la diffusione dei valori universali di pace, libertà, democrazia e riconciliazione e di prevenire qualsiasi comportamento tendente alla glorificazione della guerra.

A guidare la sezione italiana sono Paolo Bongini, in qualità di presidente,  Carlo Puddu in veste di direttore e Katia Gerunda, executive marketing manager. Il loro lavoro è sostenuto da un comitato scientifico composto da storici ed esperti del settore.

Sono numerose le tappe disseminate sul territorio italiano che Liberation Route Italy ha inserito nel proprio percorso. Il viaggio inizia in Sicilia, dove nel luglio del 1943 sbarcarono gli alleati. Sull’isola sono visitabili, ad esempio, sia i cimiteri di guerra di Catania che il Museo Storico dello Sbarco in Sicilia 1943. Risalendo lo stivale, si incontrano Salerno ed Anzio dove ebbero luogo altri sbarchi degli alleati. In Abruzzo ci si può recare nelle città di Ortona, Orsogna e Pizzoferrato, devastate nel 1943. Qui si possono visitare il museo della battaglia (Ortona) o scoprire la storia di Wingforce al castello di Casoli. Una visita all’Abbazia di Montecassino vi permetterà di percorrere una parte di quella che fu la linea Gustav e rivivere l’importante battaglia di Montecassino all’interno dei suoi musei. Restando sempre nei dintorni di Roma, si può anche visitare il Museo Storico della Liberazione che narra di come la città venne occupata dai tedeschi e poi liberata nel 1944. Nell’Italia settentrionale, invece, sono visitabili le antiche fortificazioni della linea Gotica.

Sul modello olandese, LRI ambisce soprattutto alla creazione di una rete di comuni, associazioni e sponsor capace di valorizzare maggiormente i luoghi che ebbero un ruolo significativo nel corso del secondo conflitto mondiale. Per farlo, tuttavia, sono necessari fondi ed investimenti, utili anche a formare le guide che favoriranno lo storytelling della memoria. Con l’intento di coinvolgere il maggior numero di persone possibile, infatti, LRI è presente sia su Facebook facebook.com/liberationrouteitaly/ che su Instagram (dove racconta, giorno dopo giorno, cosa accadde 75 anni fa.

Guida turistica Rough Guides

La guida Rough Guides “Travel the Liberation Route Europe ” offre inoltre una panoramica completa di tutto ciò che la Liberation Route Europe offre nei paesi che fanno parte del percorso internazionale della memoria. Sono indicati musei, monumenti commemorativi, itinerari e punti di particolare interesse lungo la Liberation Route. L’obiettivo è quello di creare una guida turistica di circa 400 pagine, che non solo presti attenzione alla storia della Seconda guerra mondiale e proponga le principali località lungo il percorso, ma rivolga l’attenzione anche a storie ed esperienze personali.

La campagna Europe Remembers vuole richiamare l’attenzione sugli importanti anni della memoria e creare la consapevolezza che la libertà non dovrebbe mai essere data per scontata. Inoltre, il progetto incoraggia il turismo della memoria in Europa e, di conseguenza, aumenta le visite ai luoghi del patrimonio culturale della Seconda guerra mondiale. Ispira i visitatori a conoscere la storia e li motiva a spostarsi per confrontarsi con essa. Infine, la campagna Europe Remembers mette in contatto tutti gli attori del settore della memoria della Seconda guerra mondiale in un’unica grande rete internazionale.

 

Il museo sull’alluvione dello Zeeland nel 1953
Centro documentazione e memoriale

Nella provincia olandese dello Zeeland, precisamente a Ouwerkerk, sull’isola di Schouwen-Duiveland, si trova un museo unico al mondo che racconta la storia della grande alluvione del 1953: lo scopo è sensibilizzare il pubblico sugli aspetti legati alla sicurezza idrica ma il museo è soprattutto un monumento in memoria del disastro del 1953.

La cosa più particolare di questo museo è la serie di edifici in cui è allestito. Esso è infatti ospitato in quattro cassoni frangiflutti Phoenix che il 6 novembre 1953 furono utilizzati per colmare l’ultima lacuna nella diga di Ouwerkerk. Nel 2003, esattamente 50 anni dopo la chiusura dell’ultima lacuna nella diga, la zona interessata e i cassoni sono stati dichiarati monumento nazionale.

Centro documentazione nazionale e memoriale dell’alluvione del 1953.

All’interno del museo dell’alluvione, ciascuno dei cassoni è caratterizzato da un proprio tema. Questo offre al visitatore la possibilità di vedere, in uno degli spazi, la storia dell’alluvione raccontata con immagini, mentre in un altro spazio si parla invece dell’uomo e delle emozioni, quindi della ricostruzione e della preparazione al futuro. Per la visita sono disponibili audioguide in 4 lingue.

 

Percorsi nella natura circostante

Chi visita il museo dell’alluvione può anche visitare una delle 13 spettacolari opere del piano Delta, come per esempio il “Deltapark Neeltje Jans”, seguendo percorsi ciclabili inseriti nella cornice del paesaggio zelandese come la “Watersnoodroute” e la “Deltaroute”, molto istruttivi e ricchi di bellezze naturali.

Senza dimenticare le splendide cale, formatesi dopo mesi di afflusso e deflusso delle maree appena dopo il disastro, oggi luogo unico per uccelli, piante terrestri e acquatiche, ideale per escursionisti in cerca di flora e una fauna uniche nel loro genere. Oltre a queste escursioni meritano una visita i caratteristici borghi marittimi di Zierikzee e Brouwershavenwww.vvvzeeland.nl