Paracadutismo

Paracadutismo nella sua forma militare: il corso dell’ANPdI

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Fu Leonardo da Vinci a inventare, o per meglio dire a concepire, il paracadutismo. Il genio di Leonardo immaginò, osservando a lungo il volo degli uccelli, che anche l’uomo potesse fluttuare nell’aria e appoggiarsi con delicatezza al terreno anche dopo aver spiccato il balzo dalla sommità di una montagna, grazie a un telo opportunamente steso e manovrato che raccogliesse, proprio come l’ala di un uccello piegata ad atterrare, l’aria sopra di lui: il telo avrebbe rallentato la sua caduta, permettendogli anche di controllare la direzione in cui si sarebbe mosso. Il genio di Leonardo, ancora una volta, fu il primo a immaginare qualcosa di unico e straordinario.

Non è proprio così: il romanzo ci affascina e Leonardo resta Leonardo ma è noto ormai che in molti campi della scienza e della tecnica egli, più che un inventore – senza che ciò ne possa sminuire il genio e il valore – fu un acutissimo osservatore, disegnatore, documentatore e aggregatore di nozioni che già si conoscevano e che nei secoli prima di lui, per molti motivi, erano andate perdute. Leonardo fu quindi il primo a disegnare e a parlare in Europa di qualcosa – in questo caso, il paracadute – che era già noto in Oriente.

La spiegazione di come avesse fatto Leonardo a venire a conoscenza di queste cose è un altro romanzo, sicuramente affascinante; a noi basta sapere per il momento che il paracadutismo moderno, che deriva dai primi disegni di Leonardo, è un’attività ben nota, sviluppatasi fortissimamente per motivi militari legati alle due guerre mondiali. Già i piloti del 1917 avrebbero potuto avere il paracadute in dotazione, ma non veniva distribuito per non minare il loro coraggio; perfezionato in particolare all’inizio della Seconda Guerra Mondiale dalle forze tedesche, e successivamente divenuto importante componente per tutti gli eserciti del mondo – dalla Normandia al Vietnam e alle ultime azioni lampo di ‘commando’ russi – il paracadutista che fluttua nell’aria ci affascina. Anche se, più di recente, l’elicottero da squadra d’assalto che interviene a bassissima quota, perfezionatissimo e micidiale, ha in parte se non completamente sostituito il lancio a tappeto di centinaia di paracadutisti dietro le linee nemiche. Piccole figure appese nel cielo vulnerabili, per troppo tempo, al fuoco mortale che può arrivare da terra.

Al paracadutismo, quindi, ci si avvicina perlopiù come disciplina sportiva; e proprio perché è difficile scindere il paracadutismo dalla sua origine e dal suo fine militare, esiste una scuola di pensiero, quella dell’ANPd’I, Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, nata nel 1946 e successivamente evolutasi e ampliatasi verso aspetti federativi, che ritiene corretta una caratterizzazione di questo sport come disciplina che ha un aspetto militare. La sezione di Trieste dell’ANPd’I ha presentato il 23 gennaio il suo corso per il 2019, che inizierà fra poco, a febbraio.

Si tratta di un corso della durata di tre mesi, con tre lezioni settimanali che spaziano dalla teoria sul funzionamento delle parti del paracadute e che rendono in grado il suo utilizzatore di reagire a tutte le evenienze, ai preparativi a terra, al comportamento da tenere durante il volo e la discesa. La parte legata alla preparazione fisica non viene naturalmente trascurata: palestra, tono muscolare, addestramento. E poi le esercitazioni in imbragatura sospesa, l’atterraggio, l’uscita dall’aereo, il ripiegamento del paracadute e tutto ciò che contraddistingue un percorso completo. Prima dell’inizio del corso sarà necessario verificare l’idoneità medica.
Al termine del corso chi supera positivamente gli esami può essere ammesso ai tre lanci di abilitazione che si effettuano o presso una scuola con vettore civile o presso la Brigata Paracadutisti “Folgore”, all’aeroporto di Pisa.

Il corso dell’ANPdI ha un numero chiuso di iscritti, e il termine per lasciare il proprio nominativo all’organizzazione è il prossimo 6 febbraio. Un corso non per tutti, quindi, ma di sicuro interesse ed elevatissima serietà e professionalità.

 

Fonte: TriesteAllNews