Curiosità

Pisa gioca il jolly con il Museo delle navi antiche

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Candidata ad essere la Capitale italiana della Cultura 2021 Pisa non arriva certo senza difese al rush finale che vedrà sfidarsi le 44 contendenti al titolo: fra le eccezionali aperture spicca quella del Museo delle Navi Antiche. Frutto di un lavoro di scavo e ricerca durato anni, il Museo ha finalmente visto la luce lo scorso giugno e ha regalato alla città un nuovo motivo di vanto nonché il più grande museo di imbarcazioni antiche esistente al mondo. Un museo “user friendly”, nato per avvicinare il visitatore agli oggetti in mostra e per questo portatore di un linguaggio accessibile a tutti che punta ad abbattere le barriere fra i reperti e chi li ammira. Il Grand Hotel Principe di Piemonte di Viareggio invita i suoi ospiti ad andare in esplorazione a Pisa, per ammirare l’eterna bellezza di questa città e per scoprire questa entusiasmante novità.

Un percorso di ricerca e restauro durato vent’anni, uno spazio espositivo di oltre 5000 metri quadri e 8 aree tematiche che ospitano 47 sezioni: questi sono solo alcuni dei numeri del Museo delle Navi Antiche di Pisa che ha inaugurato lo scorso giugno e che mai come quest’anno è nel pieno del suo fulgore. L’apertura del museo, d’altronde, è stata il coronamento di un percorso iniziato nel 1998 quando, nei pressi della stazione ferroviaria di San Rossore, vennero alla luce i resti di una nave. Da quel momento il cantiere si ampliò dando luogo ad una grande area di scavo e restauro sostenuta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e da un folto gruppo di esperti archeologi e restauratori.

 L’esposizione

Un’esposizione ricca, che affronta la navigazione da vari punti di vista: da quelli strettamente legati al territorio a quelli più universali. Si inizia dunque con la storia della città di Pisa tra archeologia e leggenda; si prosegue con un focus sul rapporto della città con l’acqua, dalle catastrofiche alluvioni all’organizzazione del territorio tra canali e centuriazioni, fino a toccare il Porto di Pisa e tutta l’intensa attività produttiva cittadina. Di qui si passa al cuore della mostra, che occupa due campate degli arsenali: si tratta dell’esposizione integrale delle navi. Sono 4 le imbarcazioni integre esposte: l’ammiraglia Alkedo da 12 rematori, la Nave “I” ossia un grande traghetto fluviale, un secondo barcone con ponti e albero ben visibili e una piccola imbarcazione per il trasporto merci. A queste, si affiancano altre navi parzialmente recuperate e la ricostruzione di una porzione del cantiere di scavo. In mostra anche i carichi rinvenuti, che includono gli oggetti personali dei viaggiatori, con migliaia di frammenti ceramici, vetri, metalli, elementi in materiale organico, da giochi per bambini a capi d’abbigliamento, e anche i resti di un marinaio morto con il suo cane: un mosaico che copre mille anni di commerci, navigazioni, rotte, vita quotidiana a bordo e naufragi.

Il museo prosegue poi nell’esplorazione delle attività marittime attraverso un piccolo planetario che aiuta i visitatori a conoscere ed apprendere come gli antichi si orientassero con le stelle mentre un tabellone elettronico degli arrivi e delle partenze racconta le principali rotte dei porti del Mediterraneo. Il percorso si conclude con un excursus sulla dura vita di bordo, sia per i marinai che per i viaggiatori, dall’abbigliamento ai bagagli, fino alle abitudini alimentari, ai culti e alle superstizioni.